l canale dei piccoli punti vendita gestiti da imprenditori provenienti da Paesi extra UE si sta rivelando particolarmente interessante per i centri di distribuzione Lekkerland. I numeri confermano una crescita esponenziale e indicano un’opportunità da presidiare con attenzione.
Tra i canali serviti da Lekkerland ce n’è uno ancora poco conosciuto e solo parzialmente monitorato che sta mostrando un potenziale straordinario. È il cosiddetto canale etnico, protagonista negli ultimi diciotto mesi di una crescita particolarmente rapida. Nel 2024 i punti vendita appartenenti a questo segmento serviti dai CeDi del mondo Lekkerland costituivano già una realtà significativa, con un giro d’affari importante.
«Ma è nel 2025 – dichiara Andrea Taglioretti, direttore sede di Lekkerland Italia – che abbiamo avuto il vero e proprio boom. Lo scorso anno i punti vendita serviti sono infatti diventati oltre 3.000, il triplo rispetto all’anno precedente, mentre il fatturato è cresciuto fino a dieci volte. Nei primi quattro mesi del 2026, poi, le vendite hanno registrato un ulteriore incremento del 44% se confrontate con quelle relative allo stesso periodo del 2025, mentre, nel medesimo arco temporale, la numerica dei punti vendita è aumentata del 12%, portandoci a prevedere il raggiungimento di un giro d’affari annuo superiore ai 15 milioni».
Il perimetro del canale
Pur in assenza di una definizione ufficiale, il canale etnico è composto prevalentemente da minimarket alimentari di dimensioni estremamente piccole, spesso fra i 30 e i 40 mq, con una sola vetrina e un assortimento focalizzato su alimentari e bevande da asporto. Le attività sono gestite in larga parte da imprenditori di origine extraeuropea, con una forte presenza di operatori bengalesi. La distribuzione territoriale è particolarmente significativa nell’Area 1 NIQ e nel Lazio. Relativamente all’assortimento, le categorie più richieste sono quelle degli snack salati, che rappresentano il 25% delle vendite Lekkerland verso questo canale, seguiti dagli snack dolci e dalle bibite gassate.
Il modello distributivo è vincente
Le caratteristiche stesse di questi punti vendita contribuiscono a spiegare il successo della loro collaborazione con Lekkerland. Le superfici ridotte limitano infatti la possibilità di fare stock e rendono necessarie consegne frequenti, spesso di quantitativi contenuti. A questo si aggiungono orari di apertura molto estesi, generalmente dalla tarda mattinata fino a sera inoltrata.
In questo contesto, la presenza capillare dei centri distributivi sul territorio rappresenta un vantaggio competitivo importante. I giri di consegna programmati e la flessibilità organizzativa consentono infatti di servire questi esercizi in modo efficiente, integrandoli con gli altri punti vendita che operano nella medesima area.
Un’opportunità per tutta la filiera
L’interesse crescente verso il canale etnico non riguarda soltanto la distribuzione. Anche l’industria di marca guarda oggi a questo segmento con grande attenzione.
«Abbiamo attivato con diversi fornitori partnership e iniziative dedicate – prosegue Taglioretti -. Inoltre, una volta superate le iniziali barriere linguistiche e culturali e costruito un rapporto di fiducia reciproca, l’ampliamento del numero di clienti avviene quasi naturalmente. Tra questi operatori esiste infatti una forte rete relazionale e il passaparola contribuisce ad accelerare la diffusione delle collaborazioni di successo». Un fenomeno ancora in evoluzione, dunque, ma già oggi capace di generare risultati rilevanti e di aprire nuove opportunità di sviluppo per l’intera rete.
Una crescita esponenziale
2025 vs 2024: punti vendita +200%, fatturato +900%.
Una volta instaurato un rapporto di fiducia, l’ampliamento del numero di clienti procede rapidamente grazie al passaparola tra i negozianti.